Torre dell'Orologio di San Marco, Venezia, Veneto
© scaliger/Getty Image
Dormiamo un’ora in più
Ogni ottobre, come per magia, le lancette tornano indietro, segno che è il momento dell’ora solare. Un’ora in più di sonno, un’ora in meno di luce. Venezia si risveglia più lentamente, avvolta da una luce dorata che accarezza i suoi palazzi. Il cambio d’ora non è solo una questione pratica; è un rituale che segna l’arrivo dell’autunno, quando il tempo sembra rallentare e invitarci alla contemplazione. E mentre il mondo si adatta, l’orologio di Piazza San Marco continua a scandire il tempo con solenne eleganza, un battito antico, che non perde mai il ritmo.
Ed è proprio osservando quell’orologio che il passaggio del tempo assume un significato più profondo. La Torre dell’Orologio, che domina la piazza con la sua maestosa presenza, non si limita a segnare le ore; racconta il cielo. Il grande quadrante blu e oro mostra le fasi lunari e i segni zodiacali, intrecciando il tempo umano con quello cosmico. I Mori scandiscono le ore, il Leone di San Marco veglia dall’alto, e ogni dettaglio sembra parlare di eternità. È più di un meccanismo; è un ponte tra terra e stelle, un invito a sognare ad ogni sguardo rivolto alla torre. E oggi, nel silenzio di un’ora ritrovata, possiamo sognare senza fretta.
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